Malocclusione dentale e sindrome ATM.

Malocclusione dentale e sindrome ATM.

Negli ultimi anni si è sempre più rafforzata la collaborazione tra osteopatia e odontoiatria nella ricerca di un approccio globale ai problemi della bocca. 

L’Osteopata, per quanto riguarda gli squilibri muscolo-scheletrici prende in considerazione ciò che può avvenire nei vari distretti corporei con una visione globale e olistica.
Il sistema stomatognatico non fa eccezione in quanto è capace di influenzare attivamente l’equilibrio posturale e la dinamica deambulatoria.

Esiste un legame importante tra occlusione e postura. 
L’occlusione determina infatti la posizione della mandibola, che a sua volta influisce sulla postura attraverso le catene mio-fasciali che attraversano il nostro corpo.
Se la mandibola assume una posizione errata per cause che possono essere genetiche, traumatiche o conseguenti a cure odontoiatriche (terapie ortodontiche, otturazioni, estrazioni, protesi), si può verificare una modificazione della postura con conseguenti problematiche alla colonna e alla zona cervicale.

Gli osteopati del Centro CGF sono specializzati nel valutare e correggere gli squilibri posturali derivanti delle problematiche orali, in particolare nelle seguenti casistiche: 

  • sindrome dell’articolazione temporo mandibolare (ATM)
  • malocclusione da morso incrociato (cross bite)
  • malocclusioni di II e III classe


SINDROME ATM

La sindrome dell'articolazione temporo-mandibolare è un disturbo caratterizzato dal malfunzionamento dell'articolazione che collega la mandibola alla mascella. Una delle articolazioni più complesse del nostro corpo capace di consentire il movimento in avanti, indietro e laterale della mandibola.
Spesso la sindrome dell'ATM si manifesta con schiocchi, scatti o addirittura blocchi momentanei della mandibola

I sintomi più comuni della sindrome dell'ATM includono:

  • Mal di testa simile all'emicrania
  • Dolore e pressione dietro agli occhi
  • Uno schiocco o scatto quando si apre e si chiude la bocca
  • Dolore quando si sbadiglia, quando si spalanca la bocca o quando si mastica
  • Mandibole che si "bloccano" o vanno fuori posizione
  • Debolezza dei muscoli della mandibola
  • Improvvisa variazione del modo in cui i denti superiori e inferiori vengono in contatto

L’osteopatia si dimostra un valido aiuto nel trattamento della sidrome ATM grazie alle tecniche di manipolazione che riducono la tensione dei muscoli masticatori.
Il nostro centro inoltre collabora con diversi studi dentistici nella realizzazione di bite notturni specifici in grado di rilassare i muscoli mandibolari e cervicali. Il dispositivo si applica ai denti superiori e aiuta a ridurre gli effetti nocivi dello stringere o digrignare i denti. 
 

MALOCCLUSIONE DENTALE

Una errata occlusione determina, come abbiamo già visto, alterazioni della postura.
La classificazione adottata a livello mondiale è quella fatta da Edward ANGLE, che prevede la divisione in 3 classi.


La I classe ortodontica rappresenta la normale occlusione, che ritroviamo quando la cuspide del primo molare superiore occlude esattamente all'interno del solco vestibolare del primo molare inferiore.
Se per varie ragioni la mandibola è costretta ad assumere una posizione spaziale scorretta (protrusa, retrusa o deviata), ciò causerà necessariamente degli atteggiamenti compensatori a livello del rachide.

Analizzando la postura del paziente sul piano sagittale, una mandibola retrusa (II classe) induce un avanzamento compensatorio della fronte. Tale posizionamento tenderebbe a rivolgere lo sguardo verso terra, causando una compensazione a livello della colonna, la quale aumenta le curvature lordotiche. Le iperlordosi, unite alla rotazione anteriore del bacino e alla flessione degli arti inferiori, sono volte anche a compensare lo sbilanciamento del cranio, che porterebbe il soggetto a cadere tendenzialmente in avanti. Per questo nelle II classi sono frequenti dolori alla schiena, crampi ai polpacci e ai muscoli posteriori della coscia.

Una mandibola protrusa (III classe) viene invece bilanciata con l’arretramento della fronte. In questo caso la curva cervicale viene tendenzialmente raddrizzata per riportare lo sguardo in direzione orizzontale. Le catene muscolari anteriori si tendono per compensare lo sbilanciamento del peso corporeo che porterebbe il soggetto a cadere all’indietro.

Un ruolo di rilevante importanza in tutto ciò fin qui descritto, viene rivestito dall’osso ioide, situato appena al di sotto della mandibola facilmente palpabile durante la deglutizione.
Per l’osteopata l’osso ioide viene considerato un osso di bilanciamento tra la mandibola e lo scheletro. Con 9 fasce e 24 inserzioni muscolari influenza la postura e la globalità del corpo umano. Con l’incremento della tensione dei muscoli della deglutizione, la mandibola si muove posteriormente rispetto alla sua normale posizione per creare un compenso.
Questo porterà stress all’Articolazione temporo-mandibolare con indolenzimento, dolore ed il classico schiocco. 

Tramite l’Osteopatia craniale, le tecniche sulla colonna cervicale e le tecniche sui legamenti e i muscoli masticatori, l’osteopata opera per mettere in comfort le strutture cranio-mandibolari aiutando a ridurre le conseguenze di una cattiva occlusione, anche in assenza di intervento ortodontico. 
L’intervento osteopatico si dimostra un valido aiuto al lavoro dell’odontoiatra nelle disfunzioni stomatognatiche, con riferimento sia ai tempi che alla qualità del trattamento.
La cooperazione con l’odontoiatra si dimostra profittevole nel prevenire le frustranti recidive dopo l’utilizzo del cosiddetto “apparecchio” ortodontico.

Direttore Responsabile: Giuseppe Savoca.

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