Osteopatia e gravidanza

L’osteopatia nelle donne in gravidanza può intervenire con efficacia in caso di problematiche (abbastanza frequenti) inerenti sia la struttura che la funzione: dolori vertebrali, artralgie, mobilità viscerale, stasi venose o linfatiche e altre sintomatologie senza nessuna causa organica.

Cosa accade in questi nove mesi

1. Modificazione della struttura materna e della biomeccanica, conseguenti allo sviluppo fetale.
2. Modificazioni circolatorie vascolari.
3. Modificazioni ormonali.

I mutamenti più evidenti in gravidanza si manifestano a livello del sistema muscolo scheletrico, infatti il bacino durante la crescita del feto muta infatti la sua angolazione fisiologica e deve essere in grado di sopportare il peso e il volume dell’utero che si espande insieme alla struttura fetale.
Durante la crescita del feto il centro di gravità della madre si sposta in avanti.

 

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 La colonna lombare compensa accentuando la lordosi. Si ha così un aumento dell’inclinazione pelvica e anche il tratto toracico accentua la cifosi per compenso. A livello funzionale e metabolico, verranno coinvolti organi viscerali e modificazioni ormonali, quindi potranno presentarsi disturbi di vario genere: gonfiori periferici (circolazione sanguigna e linfatica), emorroidi, stipsi, reflusso e dilatazione di alcune membrane (tunnel carpale). A tale proposito l’ormone più rilevante dal nostro punto di approccio è la relaxina, il quale viene secreto dal corpo dell’utero nella donna gravida, e sembra sia responsabile della lassità capsula legamentosa delle articolazioni pelviche per preparare il passaggio del neonato.

 

Concludendo, l’operato dell’osteopata sarà essenzialmente quello di prevenire e curare quelle “disfunzioni” o adattamenti dettati dal cambiamento posturale rispetto alla gravità. Quindi lombalgie, sciatalgie, dorsalgie e varie contratture. Tali manovre se eseguite con mano esperta andranno a favorirne anche la funzionalità globale. E’ comunque sempre e assolutamente consigliabile il rapporto interdisciplinare tra ginecologo, ostetrica e osteopata. E’ altrettanto corretto ricordare che alcune gravidanze sono dette “a rischio”. Per svariati motivi organici e dismetabolici quindi di chiara competenza medica.

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